Discussione generale
Data: 
Venerdì, 20 Febbraio, 2026
Nome: 
Patrizia Prestipino

A.C. 2228

 

Grazie, Presidente. Abbiamo capito ed è evidente che lo sport preferito dalla maggioranza è sparare addosso alle proposte dell'opposizione. Però, noi ostinatamente continuiamo a spiegarvi perché questa è una misura importante, fondamentale, rivoluzionaria e visionaria che fa bene al Paese non solo perché è firmata da tutta l'opposizione, a prima firma della nostra segretaria Elly Schlein, ma perché si propone di riformare il testo unico sulla maternità e paternità, introducendo un nuovo modello di congedo parentale improntato alla parità tra genitori: 5 mesi di congedo uguali e obbligatori, retribuiti al 100 per cento per entrambi, e non trasferibili.

Oltre a questo grande pilastro, introduce altre novità dall'alto rilievo sociale. Penso alle lavoratrici dipendenti per cui l'indennità giornaliera di maternità passerebbe dall'80 al 100 per cento della retribuzione per l'intero periodo di congedo; poi l'indennità di maternità e paternità per i lavoratori a domicilio di categoria operaia, che verrebbe elevata dall'80 al 100 per cento del salario medio contrattuale; e ancora, viene introdotta un'indennità pari al 100 per cento del mancato fatturato per le lavoratrici autonome, iscritte alla gestione separata, per un periodo equivalente a quello del congedo di maternità; le lavoratrici autonome, formando parte della gestione separata, beneficiano ora della stessa copertura e delle modalità di indennità previste per il lavoratore dipendente, con diritto all'indennità di maternità anche in caso di mancato versamento dei contributi.

Questi interventi mirano a garantire un sostegno economico più robusto per tutte - ripeto: tutte! - le categorie di lavoratrici e lavoratori, promuovendo così una maggiore equità tra i congedi di maternità e paternità. Ma torno allo spirito dell'intervento legislativo e alla sua ratio che si pone un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario - la ripeterò all'infinito questa parola “rivoluzionario” - che è superare uno dei gap più evidenti del nostro welfare: quello tra il congedo di maternità e di paternità. È un'opportunità fondamentale per il nostro Paese non solo per il riconoscimento dei diritti di entrambi i genitori, come ho appena detto, ma soprattutto per la costruzione di una società più giusta, più equa e più solidale. La parità tra genitori non è solo una questione di giustizia sociale - Sottosegretaria, lei lo sa bene - ma mette in evidenza un concetto fondamentale: i legami familiari si costruiscono insieme. Ad oggi solo il 64 per cento dei lavoratori padri ha preso il congedo obbligatorio, che è di soli 10 giorni.

Ma di chi è la colpa? Solo degli stereotipi culturali che ancora incombono? Eppure i giovani di oggi, dotati di una sensibilità indubbiamente diversa rispetto al passato - io faccio la docente, le vedo queste nuove generazioni come cambiano rispetto ai paradigmi e agli stereotipi del passato -, sarebbero disposti a farlo e sono ben consapevoli che i figli sono della coppia e non di uno di loro due. Il congedo di 5 mesi interamente retribuito per entrambi i genitori è, invece, un passo audace, che va nella giusta direzione. È tempo di abbattere le barriere culturali che relegano le madri al ruolo principale nella gestione dei primi mesi di vita dei figli e riducono i padri a figure marginali.

Questo disegno di legge ribalta una situazione che - lo sappiamo bene - ha un impatto profondo sulle dinamiche familiari e professionali, e getta le basi per più importanti novità sociali e culturali. Aiuta a promuovere la parità di genere, contrasta l'inverno demografico - come è stato detto dal mio collega Ciani -, creando un terreno più fertile per i nuovi progetti di vita per tutte le famiglie, favorisce pari opportunità nel lavoro e modernizza il nostro welfare, allineandolo agli standard europei. È stato detto: penso ai Paesi nordici, alla Francia, alla Spagna, dove il congedo paritario è ormai una realtà consolidata. Da ultimo, ma non ultimo, contribuisce anche a una migliore crescita e sviluppo dei bambini. Perché studi scientifici hanno dimostrato che i bambini che trascorrono del tempo di qualità con entrambi i genitori durante i loro primi mesi di vita sviluppano una relazione più sana ed equilibrata in futuro. La cogenitorialità è generatrice sana di benefici per il figlio, perché è durante l'età evolutiva che si definiscono lo sviluppo cognitivo e il comportamento sociale di un individuo. Quindi, un padre coinvolto sul piano fisico ed emotivo dal primo giorno ha un impatto positivo sulla crescita dei figli.

E questi sono i dati su cui bisognerebbe lavorare come decisori politici. Inoltre - l'ho già detto -, una maggiore condivisione dei congedi permette di alleviare il peso che tradizionalmente ricade sulle madri, sulle donne, favorendo una maggiore partecipazione delle madri sul mercato del lavoro, e apre all'uomo la possibilità di cimentarsi in un campo, quello della cura, finora occupato quasi interamente dalle donne. Infatti, le statistiche ci dicono che, una volta diventati padri, gli uomini aumentano l'impegno lavorativo, proprio perché sviluppano un senso di responsabilità maggiore nei confronti della famiglia che cresce, mentre le donne ancora oggi lasciano il lavoro proprio nei primi anni di vita del figlio. Un gap sociale e culturale francamente inaccettabile.

Disporre di un modello di congedo parentale che permetta a entrambi i genitori di prendersi cura dei figli non solo promuove l'equità, ma rappresenta un incentivo per la crescita economica del nostro Paese. Maggiore partecipazione delle donne nel lavoro significa un incremento della produttività e, in ultima analisi, benefici per l'intera comunità. Non possiamo ignorare che attualmente i congedi parentali vengono adottati e utilizzati in modo diseguale, non possiamo permettere che le scelte professionali e personali di una madre si scontrino con l'aspettativa che un padre debba essere sempre e solo lui al lavoro.

La scelta di dedicarsi alla famiglia deve essere una scelta condivisa, libera da pregiudizi, da stereotipi e da pressioni sociali. Sono convinta che, se approvassimo - e uso non a caso questo congiuntivo imperfetto - questa proposta di legge, invieremmo un messaggio chiaro, fortissimo al Paese: l'inclusione e la parità sono valori che devono permeare ogni aspetto della nostra società, a partire proprio dalla famiglia. E la politica, colleghe e colleghi, è utile e nobile quando agisce con etica ed audacia visionaria e rivoluzionaria, per cambiare le cose che devono essere cambiate. Sono donna, madre e cristiana, diceva qualcuno anni fa. Ma quel qualcuno, stanco di rivoluzione, oggi si riposa sulla poltrona del potere.